lunedì 2 novembre 2009

Ponte dei Pugni


Il Ponte dei Pugni si trova nel sestiere di Dorsoduro ed è localizzato a poche decine di metri da Campo San Barnaba e vicino alla Barca. Il Ponte dei Pugni ha una storia piuttosto curiosa e antica. Nei secoli scorsi Venezia era divisa in due fazioni: i Nicolotti ed i Castellani. Esse erano divise da accese rivalità che risalivano ai primi secoli di vita della Serenissima. I Nicolotti erano largamente rappresentati dai pescatori provenienti dalla contrada di San Niccolò dei Mendicoli, mentre i Castellani (il nome deriva dalla contrada di San Pietro di Castello) erano per la maggior parte composti dagli arsenalotti, ossia le maestranze che lavoravano all'interno dell'Arsenale di Venezia. Tali fazioni si affrontavano allora durante il periodo autunnale nelle cosiddette Guerre dei Pugni. Esse ebbero luogo già nel '300 principalmente sopra al Ponte dei Pugni che all'epoca era sprovvisto (come la gran parte dei ponti di Venezia) di parapetti. Le due fazioni si affrontavano in sfide che potevano essere di tre tipi: la Mostra, la Frota e la Guerra Ordinata. La Mostra era praticamente un incontro di pugilato tra due avversari, vi prendevano parte i più forti delle rispettive fazioni. Potevano esserci numerosi incontri nel corso della giornata e alla fine vinceva la fazione che ne aveva vinti di più. La Frota era un vero assalto al ponte tra le due fazioni al completo: vinceva la fazione che si impossessava interamente del ponte. Essa non aveva praticamente regole, (si usavano anche armi da taglio), quindi decine di persone potevano essere ferite e finire in acqua con il rischio di annegare. La Guerra Ordinata invece si svolgeva con spinte e anch'essa terminava con la conquista del ponte da parte di una fazione. Sul Ponte dei Pugni sono ancora visibili le orme in marmo bianco dalle quali i pugili della Mostra cominciavano le varie riprese (vedi foto sotto). Il Ponte dei Pugni non era il solo sul quale si svolgevano simili combattimenti. A tale scopo venne usato anche il Ponte della Guerra vicino a San Zulian (dove si combatteva principalmente con delle canne), il Ponte di Santa Fosca (in Strada Nuova), ed altri ancora. Con il passare dei secoli i combattimenti divennero sempre più cruenti con numerosi feriti e qualche morto. Allora le Autorità furono costrette ad abolirli nel 1705. Come conseguenza vennero create le cosiddette Forze d'Ercole. Esse erano dei giochi che si svolgevano durante il Carnevale in Piazza San Marco. Con le Forze d'Ercole si doveva formare la piramide umana più alta che spesso veniva premiata dal Doge in persona. Il Ponte dei Pugni è punto di passaggio obbligato per chi, partendo da Piazzale Roma e passando per Campo Santa Margherita, intenda dirigersi a piedi verso l'Accademia o Piazza San Marco. La fermata del vaporetto più vicina per arrivare al Ponte dei Pugni si chiama "Ca' Rezzonico" (linea 1, biglietto euro 6,50).




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12 commenti:

marshall ha detto...

Questa è storia di vita vissuta.
Molto bella, curiosa e favoleggiante.
Un pò quello che avveniva in parecchie parti d'Italia.
Tra i comuni di Cinisello e di Balsamo, ad esempio, che fino a circa il 1920 erano divisi, avvenivano accese competizioni; guai se un ragazzo di uno dei due comuni osava andare a corteggiare una ragazza dell'altro comune, sarebbero avvenute vere e proprie scazzottate di gruppo, o "battaglie", con tanto di feriti se non addirittura di morti. Poi, avvenivano gare del tipo di quella che avvenivano lì. I due comuni, che adesso formano un sol comune, e non vi è più neanche un filo di terra che li separa, all'epoca c'era fertile campagna che li disuniva. Ora si chiama Cinisello Balsamo ed è un tutt'uno anche se i cinisellesi puri (per la verità ridotti forse a poche centinaia) si sentono diversi e forse superiori ai balsamesi puri (altrettanto pochissmi, forse ancoran meno dei cinisellesi).
A quel genere di rivalità io non ho mai assistito perchè non esiste più forse dagli anni '50 o '60.
E' una bella storia anche questa, quella di Cinisello Balsamo, che potrei riprendere nel mio blog, prima che l'oblio cancelli tutto.
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Quel giorno d'agosto del '94 che venimmo a Venezia, mentre eravamo in vacanza a Rosolina Mare (ho ricostruito bene la vicenda), sbarcammo dalla corriera in piazza Roma (?), provenienti da Mestre. Poi, forse, per indirizzarci verso Piazza San Marco scavalcammo proprio questo ponte. Di certo, poi, attraversammo il Ponte di Rialto, più noto per noi come il Ponte dei Sospiri (?). Tutto ciò lo posso ora desumere da questo tuo post.

Ciao.
Mario

Fausto ha detto...

Mario: Interessante la storia di Cinisello Balsamo che, come spieghi nel tuo commento, è simile a quella di altre cittadine italiane. Attendo di vedere un articolo al riguardo sul tuo blog.
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Il Ponte di Rialto ed il Ponte dei Sospiri sono due ponti diversi, anche se furono costruiti dallo stesso architetto: Antonio da Ponte. Il Ponte di Rialto attraversa il Canal Grande, vedi il seguente link:

http://www.innvenice.com/Rialto.htm

Mentre il Ponte dei Sospiri congiunge il Palazzo Ducale con il Palazzo delle Prigioni (lo stesso da cui fuggì Giacomo Casanova). Attualmente il Ponte dei Sospiri è posto tra le impalcature che servono a restaurare i due palazzi di cui accenno sopra. Purtroppo da anni esso è ingabbiato tra invadenti cartelloni pubblicitari. Puoi vedere il suo stato attuale in questo post di oltre un anno fa:

http://alloggibarbaria.blogspot.com/2008/10/restauri-palazzo-ducale.html

Oltre alla foto, si può vedere un breve filmato.
Ciao,
Fausto

Mario ha detto...

Maledetta ignoranza! Dovevo fare proprio questo svarione?Identificare il Ponte di Rialto con quello dei Sospiri? E si che il Ponte di Rialto, in tutta la sua magnificenza e monumentalità, l'abbiamo percorso in quel giorno indimenticabile. Quel giorno eravamo stati troppo presi per ammirare Piazza San Marco, stando ben attenti a non farci "investire" da folate di colombi. E poi passammo parecchio tempo all'interno della Basilica, e a contemplare il Campanile di San Marco. Se non erro, vi è anche una terrazza alla quale è o era possibie accedere. Dovrei avere il tutto nelle foto ricordo.
Mia moglie è stata più volte di me in Piazza San Marco (io, una sola volta) ed è proprietaria di una foto che la ritrae, con la sua famiglia, in mezzo ad una moltitudine di colombi. Ci sono anche due ragazzini, uno dei quali è ora un discreto grande tenore.
Ciao.
Mario

VenetiaMicio ha detto...

Pour la légende, cette hostilité était née avant la cité elle-même :
un différend aurait opposé Heraclée et Jesolo, deux villes de la terre ferme et leurs populations qui en migrant dans la lagune, y auraient importé le conflit...
Je me suis amusée à mettre mon pied dans l'empreinte, et j'aime bien ce petit coin à la barque et le pont des Pugni, le campo S'Barnaba, je vois les films "Vacances à Venise" et Idiana Jones !!!

Fausto ha detto...

Mario: Nessuna ignoranza, solo una disattenzione. Vedo che conservi un bel ricordo della tua visita a Venezia, e ciò mi fa piacere. Credo che però in un solo giorno sia possibile ammirare solo i posti principali della città. Immagino vi sarete anche presi una bella stancata, perchè il giro che descrivi è lungo e ci sono tanti ponti da attraversare.
Ciao.

VenetiaMicio: L'histoire raconte que la véritable raison de cette rivalité dépendaient de les différents emplois qui effectuent les deux factions. Les Castellani travaillaient dans l'Arsenale, ainsi dans l'industrie, et pour cette raison, ils se sentaient supérieurs aux Nicolotti qui étaient des simples pêcheurs. En outre, les deux factions étaient situés aux points extrêmes de Venise et donc les distances favorisent leur rivalité. Les nobles ne fait pas obstacle à la rivalité entre les factions. Ils pensaient que si le peuple était divisé, il serait plus difficile d'obtenir l'insurrection contre un gouvernement de type oligarchique.
A bientôt!

Aldo ha detto...

Trovato nel libbro di Tiziano Rizzo, I ponti di Venezia, queste filastrocche che i bimbi Nicolotti et Castellani si indirizzavano:

Se nasse un Nicolotto, nasse un dio,
Se nasse un Castelan, nasse un bandito,
Se nasse un Nicolotto, nasse un conte,
Se nasse un Castelan, l'è un pianta forche.

Gli altri rispondevano:

Se nasse un Castelan, nasse un castelo,
Se nasse un Nicolotto, nasse un bordelo,
Se nasse un Castelan, qua nasse un dio,
Se nasse un Nicolotto, l'è un bandio.

Fausto ha detto...

Aldo: Quelle filastrocche testimoniano quanto fosse accesa la rivalità tra le due fazioni. Tale rivalità sopravvisse (seppur sopita) anche alla caduta della Repubblica di Venezia. Mi raccontava mio nonno che quando era bambino non aveva il coraggio di andare in Piazza San Marco perchè era zona dei Castellani. Infatti lui abitava a Santa Marta, zona Nicolotta. Quando poi da ragazzo si innamorò di una fanciulla (mia nonna) di San Isepo, le loro famiglie tentarono (inutilmente) di ostacolare la loro relazione. Al giorno d'oggi la rivalità tra Nicolotti e Castellani rimane solo un ricordo. Comunque se fossi nato qualche secolo fa, sarei stato un fiero Nicolotto!
A presto!

Mario ha detto...

Complimenti ad Aldo per questo ritrovamento storico, e per avercene fatti partecipi. Sentimenti spiccioli, che a noi fanno sorridere, e i nostri avi invece vivevano intensamente; come in quella storia del nonno di Fausto.

Fausto ha detto...

Mario: Anch'io ringrazio tutti i lettori che contribuiscono con i loro commenti ad arricchire e a completare gli articoli del blog.
Ciao.

marshall ha detto...

Carino e patetico quel mio commento del 2009, con quello svarione sul Ponte dei Sospiri. Oggi, dopo due anni di lezioni dal tuo blog, anche se con frequentazione altalenante, non commetterei più un errore del genere.
Mi rifarò vivo per leggere quello che hai scritto su San Maurizio.

Fausto ha detto...

Mario: Rileggere i commenti mi fa sempre piacere. Di certo non lo commetteresti più quell'errore perché adesso hai un'ottima conoscenza di Venezia. Capita anche a me comunque di scrivere fischi per fiaschi e qualche lettore mi fa rilevare e correggere lo sbaglio che io reputo alla distrazione.
Ciao.

Appartamenti in affitto a jesolo ha detto...

Le foto sono bellissime! E 'una regione meravigliosa, che ha molto da offrire. Scelta perfetta per una vacanza rilassante e deliziosa!

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